Syrinx - Alla ricerca del flauto di Pan
Saggio Breve a cura di Fabrizio Corselli
Work in Progress
Syrinx - Alla ricerca del flauto di Pan è un saggio breve sulla relazione fra il poeta e la figura del satyros, e nella fattispecie sulla dimensione orfico-dionisiaca che caratterizza tale rapporto.
Il saggio non verrà reso pubblico, appena terminato, ma inviato a Professori e Critici del settore, su iniziativa dell'autore.
posted by Achilleion @ 10:35 - sabato, 28 marzo 2009
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Promachos e il Tamburo da Guerra
Doppia Uscita per il 20 Dicembre
in Versione E-Book e Autopubblicazione

Promachos è un’opera ibrida che combina insieme elementi narrativi e poesia, in un avvincente unicum letterario. Un viaggio, per così dire fantastico, presso le coste della Troade.
La storia è quella dell’imbarcazione della Promachos, per l’appunto, e in particolar modo di una parte del suo equipaggio: un manipolo di guerrieri che altresì incarnano eccelse doti artistiche, e che per questo prendono il nome di Polemadontes, ossia “Cantaguerra”: “Laddove andassero, qualsivoglia fosse la terra conquistata o solamente lambita dalla loro nave, i cantori di guerra vi edificavano il proprio tempio attraverso quel rituale artistico che nella poesia ritrova la sua sublime architettura. Come menadi al servizio di Dioniso, ognuno di loro avrebbe onorato il rito, versando non più fiumi di vino rosso bensì miele stillato dalle menti ispirate nel grande cratere della musa Calliope” (estratto dall’opera). Ben sette sono i Cantaguerra: Eteocle di Micene, capogruppo dei Cantori, a seguire, Calypsos, l’Amazzone di Temiscira, Kyos di Tebe, Enfialo di Elide, Eutimo di Corinto, Carrothos di Sparta, e non per ultimo, in ordine d’importanza, Melesigenes di Chio.
L’approdo presso la Troade, la riscoperta delle rovine della città di Troia, l’ostilità di un dio e persino il ritrovamento di un olimpico artefatto, innescheranno tutta una serie di peripezie tali da rendere il soggiorno nell’antica città ai limiti del reale.
Il background che fa da sfondo è quindi quello della mitologia greca, non mancando creature fantastiche, epici scontri e perfino grandi battaglie, il tutto espresso con un linguaggio vibrante.
Titolo: Promachos e il Tamburo da Guerra
Autore: Fabrizio Corselli
Genere: Epica Moderna (Concept Work)
Pagine: 170 (Pubblicazione Lulu) - 185 (E-Book Edizione Speciale - Download gratuito)
L'uscita dell'opera sarà preceduta da una intervista all'autore a cura di Renzo Montagnoli.
posted by Achilleion @ 14:01 - lunedì, 01 dicembre 2008
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Due Saggi sulla poesia presso il sito della Fondazione Antonio Cavriaghi
Presso il sito della Fondazione Antonio Cavriaghi, sono stati pubblicati due miei saggi sulla Poesia, provenienti dalla raccolta Nymphos, il Fuoco del Sublime; una serie di saggi tematici sulla dimensione Estetica della Poesia.
Nella fattispecie, i saggi sono: Il Silenzio di Laocoonte, ovvero il dolore come dimensione oggettiva dell'atto compositivo e L'Ultimo volo di Icaro, ovvero della scultoreità poetica.
La pubblicazione rientra nell'iniziativa "Due mesi con", di cui si riporta la descrizione, a seguire:
"Due Mesi con" è uno spazio che la Fondazione dedica a quegli autori che vogliono iniziare un percorso di scambi culturali con noi.
Valuteremo ogni articolo ci sottoporrete, purché riguardi l'Arte e la Cultura in Generale.
Tale articolo sarà accuratamente visionato dal nostro staff e successivamente pubblicato per un tempo non inferiore ai due mesi.
Potere inviare i vostri scritti all'indirizzo:
a.cavriaghi@gmail.com
Ogni articolo privo di autorizzazione dell'autore a pubblicare sul sito della Fondazione Antonio Cavriaghi verrà ignorato.
posted by Achilleion @ 11:53 - lunedì, 20 ottobre 2008
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IL CANONE POLICLETO di Rica Van Den Hass
Sabato 20 DICEMBRE 2008
Presentazione del libro:
IL CANONE POLICLETO di Rica Van Den Hass
L'ultima opera di Rica Van Den Hass dedicata ad una delle massime figure della scultura greca. Dopo anni ricerche, Rica Van Den Hass svela con questo libro alcuni lati oscuri e sconosciuti della vita di Policleto.
HOTEL MAMAISON POKROVKA CHAIRMAN
POKROVKA STREET 40 - BUILDING 2 - 105062 MOSCA (RUSSIA)
Dalle 16.00 alle 19.00
Seguirà conferenza stampa della Fondazione Antonio Cavriaghi.
Info e prenotazioni:
a.cavriaghi@gmail.com www.antoniocavriaghi.it.gg
posted by Achilleion @ 21:55 - venerdì, 10 ottobre 2008
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Fondazione Cavriaghi
Invito tutti gli amanti della cultura classica, ma soprattutto della cultura in generale, a visitare il sito della Fondazione Cavriaghi.
Seppur per poco tempo, riguardo all'epica e non solo, ho avuto la fortuna di dialogare via email col Prof. Cavriaghi; egli purtroppo è tristemente scomparso il 31 Luglio 2008, all'età di 73 anni, a seguito di un arresto cardiaco.
A Lui, i miei omaggi come uomo e come Professore.
Link della Fondazione Cavriaghi: www.antoniocavriaghi.it.gg
Riporto le parole del Prof. Cavriaghi nei miei confronti, nel periodo in cui uscì il Satyros:
"Egregio dott. Corselli, sono lieto di apprendere attraverso la Sua poetica che esistono ancora cantori in grado di comporre liriche sì nobili e solenni da far vibrare l'amina del lettore. Le confesso con sommo piacere che Lei è uno di quei rari Uomini capaci di esprimere in maniera apicale sentimenti ed emozioni in una tempesta di vitali concetti e preziose dottrine che - ahimé - stanno a poco a poco svanendo in un abisso forse incolmabile. Proprio per codesta ragione, resto impaziente di leggere il Suo poema epico-mitologico dal titolo Achilleion - L'ombra di Achille. Spero vivamente di poter arricchire la mia biblioteca con i Suoi componimenti. Per la Sua straordinaria ricerca del passato e per il suo forse tormentoso desiderio di farlo rivivere, può essere considerato il "poeta della storia". Proprio come un giovane Aleardo Aleardi a cui sono particolarmente affezionato. Ho visto, inoltre, che lei è siciliano e la cosa non mi ha stupito: anni fa ho passato deliziosi momenti in quella misteriosa e affascinante terra che è la Sicilia. Prima di far ritorno in Brianza, sono stato ospite a Palermo di un uomo straordinario che ora è passato a miglior vita. Le Sue parole, dottor Corselli, le sue straordinarie capacità creative mi ricordano molto quell'Uomo dall'animo nobile e Le posso assicurare che sarebbe stato assai fiero e orgoglioso di apprendere che nella sua terra esiste ancora un poeta come Lei.
Prof. Cavriaghi"
posted by Achilleion @ 21:08 - mercoledì, 08 ottobre 2008
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Estratto da Mondogreco:
Olimpiche:Ciclo di Epica Sportiva Antica
Come già annunciato, MondoGreco è lieta di presentare, il ciclo di epica sportiva antica Olimpiche, a cura dello scrittore Fabrizio Corselli. Il Il testo è disponibile in Pdf al link
http://www.mondogreco.net/classica/olimpiche_mondogreco.pdf
Approdata alla sua seconda edizione, l’opera si pone nei confronti del lettore come una rivisitazione del mondo ellenico mediante versi, i quali hanno il pregio, rispetto alla forma dell’articolo, di immergere l’utente direttamente nello spirito delle gare del tempo, in una sfera emotiva che sarebbe difficile da rendere attraverso semplici nozionismi o soltanto informazioni di carattere referenziale. A tal proposito, si cita a seguire l’intervento di Lorenzo Flabbi sulla prima edizione:
“Più inattuale di Leon Battista Alberti o Annibal Caro, più avventuroso del barbaro Carducci o del Chiabrera, Fabrizio Corselli presenta il suo ciclo olimpico corredandolo con commenti che sono concentrati di appassionata dottrina. Scrutando la classicità, il suo visore si sofferma sullo stadio per indagare e celebrare l’istante agonistico; un istante che riassume ed esemplifica quell’etica altra che si vorrebbe impenetrabile o perduta à jamais. La tenuta formale non dà segni di stanchezza, e anche in questo c’è una forma insolita di coraggio, il coraggio dell’esitazione, della riscrittura, del risparmio di sé. È così che il ritmo di questo ciclo olimpico si fa moto ondoso, ma capace di frustate improvvise, di scarti tonali che quel moto interrompono sottolineando un senso nuovo, etico e avventuroso.
Leggere Corselli è anche un esercizio di mobilità dello sguardo, un modo di erodere dall’interno la membrana che ci separa dalla lingua dei classici usando il grimaldello di una terminologia straniante eppure sempre controllata, precisa nell’indicare il suo oggetto. Quando mi è capitato di dover presentare la Nevicata carducciana a studenti del tutto digiuni di poesia greca o latina, la barriera di assoluto disinteresse che si era prontamente eretta ha cominciato a dare segni di cedimento nel momento in cui si sono prese in mano le traduzioni di Quasimodo dei lirici greci. È finita che ci si chiedeva l’ora in distici elegiaci, ci si apostrofava su ritmi anapestici, ci si salutava in esametri. O quasi. Insomma, più o meno. La musica di Corselli è penetrante a pari grado, colonna sonora di un viaggio olimpico. (LF)”.
Considerato tuttora uno dei maggiori esponenti del mitomodernismo italiano, Fabrizio Corselli, ricrea l’atmosfera della dimensione olimpica della Grecia Antica. Patria d’origine degli epinici, per l’appunto i “canti di vittoria”, la Grecia delle Olimpiadi Classiche rivive in questo complesso ciclo poetico, destinandolo particolarmente agli amanti della poesia classica e dello sport dei tempi. Le tematiche affrontate inglobano la dimensione del Kleos, quale raggiungimento dell’atleta al pari del militare di quella stessa sempiterna gloria che assicurò ad Achille il non-oblio; l’elogio dei grandi campioni nelle figure di Milone di Crotone o Epeneto nel salto in lungo, e ancora a seguire la ricostruzione di una gara di cavalli, il Dodekadromos per l’esattezza, sottoforma di cronaca poetica, e altro ancora come l’elogio della pittura vascolare nelle dirette forme delle Anfore Panatenaiche. Inoltre, Corselli non si limita a celebrare la dimensione dell’antico ma proprio attraverso di esso elabora una ulteriore celebrazione delle discipline moderne come il Nuoto e il Tiro con l’Arco, innervandolo con chiari ed espliciti riferimenti mitologici.
Per l’appunto, l’autore abbandona il linguaggio altamente epico che lo colloca tra i fasti dei poeti classici, riscontrabile maggiormente nel suo caposaldo stilistico All’Ombra di una Guerra, e si dedica a uno stile che gli è proprio, ossia quello della poesia celebrativa, ricollegando la concettualità sottesa ai testi ai dettami espressi nel saggio introduttivo all’opera, L’Ultimo volo di Icaro, ovvero elogio della scultoreità poetica (come una sorta di manifesto letterario).
L’autore pur avendo recentemente pubblicato l’opera Amor di Ninfa, sul delirio ninfale, trasforma questo ciclo, di contro, in una sorta di piccola gemma preziosa, slegata dalla pubblicazione principale, un omaggio, come detto prima, a tutti gli intenditori e amanti della cultura classica, immancabilmente in vista delle Olimpiadi di Pechino 2008 (non facendone una questione meramente ideologica o politica, considerati gli spiacevoli eventi che hanno contrassegnato questa manifestazione sportiva). Corselli si sofferma con fermezza sulla dimensione storica e letteraria dello sport antico.
L’opera mantiene sempre una struttura ben definita ed elaborata dall’autore sottoforma di “temi”, in modo da costruire un vero e proprio percorso concettuale.
Non mancano particolarità come la presentazione di due testi in una forma del tutto inedita: la prima riguarda il testo sul Laocoonte in cui l’autore tesse una profonda relazione tra il muto dolore espresso dal gruppo marmoreo e l’agone olimpico (contrapposto al pònos, ossia la sofferenza dell’atleta durante l’allenamento); la seconda riguarda invece il canto a Epeneto, vincitore del salto in lungo, nel quale viene costruita una diretta relazione col volo di Icaro, impiegando quella che l’autore stesso chiama “epica forma”.
Non ci resta che augurare Buona Lettura!
posted by Achilleion @ 21:16 - martedì, 26 agosto 2008
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Olimpiche
Ciclo di Epica Sportiva Antica
Seconda Edizione
Autore: Fabrizio Corselli
Uscita in vista delle Olimpiadi di Pechino 2008
Olimpiche è un vero e proprio ciclo che ha il pregio di rievocare, attraverso la raffinata scrittura della poesia celebrativa, l’atmosfera della dimensione olimpica della Grecia Antica. Patria d’origine degli epinici, per l’appunto i “canti di vittoria”, la Grecia delle Olimpiadi Classiche rivive in questo solenne quanto arduo ciclo poetico destinato particolarmente agli amanti della poesia classica e dello sport dei tempi; una dimensione in cui vige il Kleos, quale raggiungimento dell’atleta al pari del militare, l’elogio dei grandi campioni nelle figure di Milone di Crotone o Epeneto nel salto in lungo, e ancora a seguire la ricostruzione di una gara di cavalli, il Dodekadromos per l’esattezza, sottoforma di cronaca poetica; e tanti altri i testi ad animare questo ciclo di epica sportiva antica.
Nella stesura delle Olimpiche viene abbandonato il linguaggio altamente epico che ha caratterizzato All’Ombra di una Guerra, per lasciare il posto a una poesia molto più di celebrazione (fatta eccezione per il canto su Epeneto e il Dodekadromos), di più ampio respiro ma senza mai allontanarsi dallo stile centrale. A brevissima distanza dall’uscita dell’opera tematica Amor di Ninfa, sul delirio ninfale, questo ciclo viene, a maggior ragione, presentato come una sorta di piccola gemma preziosa, slegata dalla pubblicazione principale, un omaggio, come detto prima, a tutti gli intenditori e amanti della cultura classica, immancabilmente in vista delle Olimpiadi di Pechino 2008.
Una rivisitazione del mondo ellenico mediante versi, i quali hanno il pregio, rispetto a un semplice articolo, di immergere il lettore direttamente nello spirito delle gare del tempo, in una sfera emotiva che sarebbe difficile da rendere attraverso semplici nozionismi o soltanto informazioni di carattere referenziale.
L’opera prevede una struttura ben definita ed elaborata dall’autore, in modo da condurre il lettore in un vero e proprio percorso tematico. Ad aprire questo ciclo, sarà il saggio introduttivo L’ultimo volo di Icaro, sul parallelismo della scultura e della poesia, come ben accennato nel carme a Skopas dal poeta Simonide
Non mancano particolarità come la presentazione di due testi in una forma del tutto inedita: la prima riguarda il testo sul Laocoonte in cui l’autore tesse una profonda relazione tra il muto dolore espresso dal gruppo marmoreo e l’agon olimpico (contrapposto alla sofferenza dell’atleta e al ponos); la seconda riguarda invece il canto a Epeneto, vincitore del salto in lungo, nel quale viene costruita una diretta relazione col volo di Icaro (in epica forma).
A seguire lo schema strutturale dell’intero ciclo.
Olimpiche – Ciclo di Epica Sportiva Antica (Struttura dell’Opera)
L’Ultimo volo di Icaro, sulla scultoreità poetica – Saggio introduttivo
Gli Epinici – Breve Introduzione
A Pindaro
Ciclo sull’Elogio della Pittura vascolare
• Da un’Anfora Panatenaica I
• Da un’Anfora Panatenaica II
• Sulla Scultura
Esortazione di un poeta agonale
Ciclo sulla Gloria Olimpica
• Olimpico Fuoco
• Olimpico Serto
• Laocoonte e l’Agone olimpico
• Partenio
• Vittoria di un Cretese
• Callisto e il Tiro con L’arco
Ciclo Hippoi Athanatoi
• Mirtilo e Glauco
• Ode Ippodamica
• Dodekadromos
Ciclo degli Eroi (Heroeia)
• A Milone di Crotone
• A Epeneto, vincitore del salto in lungo
Trionfo
Uscita del libro
Il libro di Olimpiche uscirà in forma e-book e l’edizione sarà curata dall’Associazione Internazionale di cultura ellenica Mondogreco. Sarà possibile scaricare, a titolo gratuito, l’e-book presso il portale della stessa Associazione (www.mondogreco.net). L’uscita è prevista per i primi di Agosto.
posted by Achilleion @ 10:05 - domenica, 20 luglio 2008
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